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chi sono

Sono nata in un paesino della Campania, al confine con il Lazio,
da cui mi sono allontanata per motivi di studio, ma al quale mi sento legata indissolubilmente. Mi sono laureata in Filosofia presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, con successiva specializzazione in Estetica e Teoria delle Arti.

Ho iniziato a dipingere su tela da piccolissima:
un'intensa passione per l'olio è venuta fuori spontaneamente, come se l'esigenza di creare provenisse da un irresistibile e incontenibile moto dell'animo.  Ho smesso all'improvviso per molti anni, senza un apparente motivo, per poi riprendere appena dopo la laurea, forse per colmare vuoti esistenziali o forse semplicemente perché impressionata dall' 'incontro' con gli impressionisti.
Autodidatta per amore dell'arte, dallo slancio creativo ancora indisciplinato, discontinua nella mia vena creativa, tuttora alla ricerca del Segno artistico, non ho pretese di perfezione tecnica: amo dipingere e amo ciò che dipingo   e se, attraverso le mie tele, riesco a regalare un'emozione non potrei esser più felice.

Non credo di essere in grado di presentare le mie opere né di spiegare
perché dipinga in un certo modo piuttosto che in un altro.

Preferisco che le mie opere si presentino da sole.



Margherita Fascione, laureata in Filosofia, Lettere classiche, e specializzata in Estetica e teoria delle arti, è pittrice autodidatta; la sua formazione classica e il suo interesse per la natura, la porta ad individuare, fra i personaggi dei Miti antichi, i protagonisti delle sue opere. Venere, Circe, Orfeo ed Euridice, Amore e Psiche sono protagonisti di alcune delle sue prime opere; i personaggi, tratteggiati con forza plastica, sono immersi in un'atmosfera onirica, in uno spazio indefinito, in cui i colori, puri, e fortemente contrastanti, determinano la profondità e le priorità visive. I personaggi femminili sono i più amati dall'artista; vengono identificati come figure eteree e tratteggiati con pennellate rapide e leggere. Marcello Carlino, in una recensione critica (Roma - aprile 2004), relativamente all'opera della Fascione scrive: "una pittura che sembra riprendere modelli e stili di quella che fu la stagione del Simbolismo italiano di fine Ottocento ma erotizzandoli con leggerezza e garbo sorridente e accompagnando il mito con un elegante controcanto di anacronismo e di distacco." I paesaggi cari all'artista sono i protagonisti di alcune tele realizzate nel 2004; in esse i colori, la luce ed i temi trattati - il territorio di Rocca d'Evandro, il Garigliano, i boschi - ben evidenziano il legame tra l'artista e la sua terra. Nelle sue ultime tele la Fascione sperimenta nuovi linguaggi artistici, utilizzando materiali, texture e tecniche diverse nella stessa opera; i personaggi sono sempre legati al mondo del Mito (Labirinto), ma le figure femminili, anche in questo caso protagoniste incontrastate delle opere, sono simboli inquieti di messaggi reconditi. I colori, forti e contrastanti - un rosso intenso, simbolo di sacrificio, generosità ed aggressività, ed il blu, simbolo di spiritualità e forza morale -, trasmettono inquietudine e legano l'osservatore all'opera.

Jole Benoffi